Come dimagrire pedalando

fare quotidianamente un po’ di moto è quello che raccomandano tutti i medici per poter tenere il proprio fisico sempre allenato e tonico ma anche per migliorarne le funzioni vitali, peccato che con i tempi stretti che si hanno si ha sempre più voglia di restare a casa appena finita la giornata lavorativa anziché andare in palestra ad allenarsi. E se fosse possibile fare un po’ di moto dentro casa? Vediamo come può aiutarci la cyclette. Rappresenta di sicuro un’invenzione rivoluzionaria di cui molte persone sono e saranno grate: la cyclette o bici da camera, infatti, ha rivoluzionato il modo di fare sport rendendo possibile praticare un po’ di moto anche restando comodamente in casa propria e senza doversi per forza iscrivere in una palestra.

La cyclette infatti, è uno dei tanti attrezzi di fitness con cui è possibile comporre la propria palestra personale e che è possibile sfruttare in qualsiasi momento perché la cyclette consente di non avere alcun vincolo di orario perché in casa propria è possibile usarla quando si vuole e per quanto tempo si crede opportuno. Magari però meglio combinare all’attività sportiva, anche se dentro casa, una corretta alimentazione se si vogliono vedere i risultati del proprio allenamento. Di sicuro la cyclette migliore ha risolto la vita a molte persone che non avevano intenzione di andare in palestra dopo lavoro perché troppo stanchi, ma che erano anche desiderosi di fare un po’ di moto per non restare dei sedentari per sempre.

Molti si scocciano di andare in palestra e preferiscono crearsi un piccolo angolo dedicato allo sport in casa dato che oggi è possibile proprio perché la maggior parte degli attrezzi di fitness che si trovano in una normale palestra è possibile averli anche in casa. La cyclette è uno degli attrezzi più usati e gettonati da chi intende eseguire un allenamento fitness completo perché permette sia di modellare i muscoli e di tonificarli, sia di buttare giù eventuali chili di troppo, ecco perché oggi sul mercato ci sono diversi modelli di cyclette a seconda del tipo di allenamento che si intende fare.

Cyclette in casa è meglio?

Oggi è possibile scegliere tra una vasta gamma di bici da camera che possono essere dotate delle funzioni e dei programmi di allenamento più diversi e complessi, tutto sta nel decidere che tipo di allenamento e che risultati si intendono raggiungere. Per esempio chi è già pratico di cyclette e magari più che un tradizionale allenamento da camera intende svolgere un allenamento che si avvicini più a una sorta di spinning, quindi preferirà una cyclette moderna e funzionale alle proprie esigenze.

Chi invece si approccia per la prima volta alla bici da camera si accontenterà di una normale cyclette che riporti i parametri basilari dell’allenamento, ovvero velocità della pedalata, il tempo e la propria prestazione in battiti. In genere sono questi i parametri che contano e che bisogna tenere sott’occhio per compiere un allenamento efficace sia per restituire tono alla muscolatura sia per scendere qualche chilo.

Perché usare un epilatore luce pulsata contro i peli superflui

Chi non è afflitta dalla lotta dichiarata sempre contro i peli superflui alzi la mano: oggi tutte le donne desiderano di dire addio per sempre alla tortura delle cerette ogni mese e salutare il problema dei peli superflui in modo definitivo grazie al trattamento dei peli con l’epilatore luce pulsata. Vediamo come questo apparecchio può risolvere il perenne problema che si ripresenta ogni mese. Inutile sottolinearlo: ogni mese si ripresenta sempre il momento di recarsi dall’estetista per sottoporsi alla tortura della ceretta. Tutte le donne devono combattere contro il fastidioso e odioso problema dei peli superflui ed è innegabile il desiderio che ogni mese nasce spontaneo di poterla risolvere una volte per tutte questa questione dei peli e magari senza provare il dolore della ceretta mensile, ma come fare? Per fortuna oggi la tecnologia risolve anche quest’altro problema e ci viene incontro con l’epilatore luce pulsata.

Molte donne già sono passate al lato oscuro e si sono sottoposte al trattamento di epilazione luce pulsata perché promette di avverare il sogno di tutte di poter finalmente dire addio ai peli superflui. Applicata alla dermatologia la tecnologia ha permesso lo sviluppo di particolari tipi di epilatori che permettono di far diminuire la quantità di peli man mano e di evitare il doloroso e irritante rituale della ceretta. L’uso dell’epilatore luce pulsata si rivela fin dal primo momento incoraggiante perché questo nuovo tipo di epilatore, al contrario di quello tradizionale, sfrutta il principio della foto termolisi selettiva per distruggere e bruciare il follicolo pilifero alla radice tramite il calore.

Questo trattamento impedisce anche la successiva ricrescita del pelo, ecco perché finalmente si può davvero dichiarare guerra ai peli superflui considerandola vinta. L’epilatore luce pulsata consente di estirpare il pelo in maniera perenne senza però rischiare nessun tipo di dolore o di danno alla cute, tipo come può capitare con la ceretta il cui strappo, se non viene eseguito bene, rischia di causare lividi e abrasioni e lesioni dolorose. Rispetto alla ceretta, quindi, l’epilatore a luce pulsata è più sicuro perché non si rischia niente, però, non è adatto per essere usato su tutti i tipi di pelle e per tutti i tipi di peli: infatti, in genere ne viene consigliato il trattamento per chi ha peli scuri e folti e una carnagione chiara e medio-chiara, infatti chi ha la pelle scura non ricava nessun beneficio dall’utilizzo della luce pulsata che, al contrario, potrebbe fare più male che bene dato che la pelle già scura potrebbe essere facilmente irritata dal calore emanato dalla luce pulsata.

Ceretta vs epilazione a luce pulsata: ecco le differenze

Ecco perché si raccomanda alle persone che hanno determinati tipi di pelle di non usare affatto l’epilatore luce pulsata, perché non sortisce alcun effetto. Se prima questo epilatore era una prerogativa dei centri estetici, oggi lo si può comodamente usare in casa perché le aziende estetiche più note hanno portato la tecnologia della luce pulsata dentro l’ambiente domestico così che le consumatrici non debbano per forza recarsi nel centro estetico spendendo anche molto, mentre con l’epilatore la spesa può essere notevole all’inizio e poi col tempo viene ammortizzata dal frequente uso del trattamento.

Qualsiasi tipo di epilatore luce pulsata si scelga, bisogna stare attente alle istruzioni e a rispettarle, ma in genere questo epilatore si usa un po’ come un modello tradizionale solo che bisogna prestare un po’ più attenzione a come si procede col trattamento. Inoltre, ogni marca promette di vedere già i primi risultati nel giro di 3-4 sedute ed effettivamente dopo la quarta applicazione si nota un certo diradamento dei peli che nel frattempo sono diventati anche più sottili e deboli e di colore più chiaro. Ecco perché altre poche sedute eseguite a intervallo di 15 giorni permettono di arrivare al risultato desiderato.

Cardiofrequenzimetro: quando va usato

Oggi a sfruttare le potenzialità del cardiofrequenzimetro sono soprattutto gli atleti a livello agonistico che hanno bisogno di portare aventi un certo tipo di allenamento in cui è necessario registrare determinati parametri per poterli migliorare in una fase successiva. Vediamo quindi come si usa il cardiofrequenzimetro. Il cardiofrequenzimetro non è altro che un tipo di dispositivo che è capace di rilevare in modo istantaneo la frequenza cardiaca, ovvero il numero di battiti al minuto che il cuore compie. In pratica, è un apparecchio che serve per misurare il lavoro del cuore sotto sforzo. Usando un semplice sensore che si trova all’interno di una fascia toracica, il cardiofrequenzimetro trasmette degli impulsi elettromagnetici che sono poi rielaborati da un apposito ricevitore.

A usare questo dispositivo si è iniziato fin dagli anni 80: si usava infatti controllare l’attività sportiva degli atleti che avevano così l’opportunità di capire come migliorare la propria performance, però i primi dispositivi erano decisamente ingombranti e per nulla leggeri per cui per gli atleti era uno sforzo supportarli. Per fortuna ancor auna volta il progresso tecnologico ha permesso di arrivare ai modelli di cardiofrequenzimetro odierni che sono decisamente più leggeri e maneggevoli rispetto a quelli originari e sono talmente moderni che è possibile anche trovare diversi modelli di dispositivi che misurano il lavoro del cuore al punto che i negozi specializzati offrono una vasta gamma di cardiofrequenzimetri e c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Le diverse tipologie si distinguono principalmente dal peso e a seconda della spesa: ci sono poi anche dei modelli dotati di un ampio parco funzioni, per esempio alcuni cardiofrequenzimetri sono dotati di contapassi, di conta calorie, segnano la velocità, l’altimetro, e i tempi parziali. I modelli più tecnologicamente evoluti permettono anche di scaricare i dati dell’allenamento su dispositivo mobile o sul computer per poter elaborare grafici e statistiche riguardanti le proprie performance e verificare subito alti e bassi dell’allenamento e se si è migliorati o meno. Questo apparecchio è composto da due componenti ovvero una fascia toracica e l’orologio ricevitore da polso. La fascia va sistemata all’altezza del cuore e grazie alla presenza di un elastico regolabile, la fascia si mantiene bella aderente al torace senza opprimerlo. Prima di usare il dispositivo, bisogna anche inumidire un po’ gli elettrodi per farli aderire bene alla pelle.

Come funziona il cardiofrequenzimetro

Il ricevitore da polso, invece, va sistemato a una distanza minore di 60 cm. Quando si è finito il controllo, è preferibile asciugare completamente la fascia per permettere al trasmettitore di spegnersi quando gli elettrodi completamente asciutti. Se il cardiofrequenzimetro non viene asciugato, infatti, resta attivo più a lungo e consumerà solo l’energia delle batterie.

Diversamente da quel che si crede, il dispositivo principale è il ricevitore da polso perché è nel ricevitore che si trova il software capace di ricevere e di elaborare gli impulsi trasmessi dalla fascia. Non a caso il cardiofrequenzimetro rileva la frequenza cardiaca: si tratta di un parametro strettamente collegato all’intensità dello sforzo che si compie perché è proprio durante questo sforzo che si verifica un maggiore apporto di nutrienti e di ossigeno che provoca un aumento delle pulsazioni cardiache.

Perché fa bene la glucosamina

Non si possono immaginare nemmeno i benefici che la glucosamina può apportare al nostro corpo perché non tutti conoscono questa sostanza e non tutti sanno che al nostro organismo può fare bene, ecco perché vedremo di seguito cosa sia la glucosamina e perché fa molto bene all’uomo. E’ uno dei più importanti precursori della sintesi delle proteine e dei lipidi: la glucosamina è una sostanza che per il nostro organismo è particolarmente importante, per questo è fondamentale cercare di integrarla attraverso un’alimentazione che si riveli sana e corretta. Cerchiamo meglio di comprendere l’importanza della presenza di glucosamina nel nostro corpo e, soprattutto, come si può introdurla nel quotidiano regime alimentare. Prima di tutto chiariamo perché è importante la glucosamina che oggi viene usata quale efficace trattamento contro i dolori provocati dall’artrite e dall’artrosi: la glucosamina, infatti, è una sostanza le cui caratteristiche benefiche non si limitano a garantire meno dolore per affrontare meglio i sintomi di queste malattie alle ossa.

Presa come normale integratore alimentare, la glucosamina rilascia quelli che sono i suoi reali benefici dopo un po’ di tempo e ciò vale proprio volendola usare come farmaco antidolorifico. Sono oggi milioni e milioni le persone in tutto il mondo che assumono glucosamina come farmaco contro l’artrosi: chi viene sottoposto a un trattamento specifico a base di glucosamina, sa quanto questa preziosa sostanza serva a rallentare o a fermare il progressivo sviluppo della malattia che porta al deterioramento delle cartilagini che si trovano a protezione delle articolazioni. Con l’avanzare dell’età, le cartilagini, infatti, tendono a diventare sempre più sottili e si deteriorano e da questo loro stato di invecchiamento derivano quegli antipatici e fastidiosi dolorini che sono ormai quasi una caratteristica dell’artrosi.

Per riuscire a combattere questi sintomi dolorosi ma anche gli effetti della malattia sul nostro organismo, oggi è possibile ricorrere alla cura con la glucosamina che viene prescritta ai pazienti coinvolti el trattamento delle patologie alle ossa: come antidolorifico, la glucosamina si è rivelata subito un ottimo alleato e una valida alternativa ai normali medicinali sintetici. Infatti, i pazienti riescono quasi sempre a rispondere bene al trattamento antidolorifico di glucosamina, per questo la maggior parte delle volte i medici preferiscono sostituirla alle normali medicine: la glucosamina riesce effettivamente a proteggere la salute delle cartilagini e a far accusare molto meno il dolore ai pazienti.

La glucosamina come antidolorifico

Bisogna però, sottolineare che il livello dei benefici va misurato anche in relazione allo stadio della malattia e dal livello di gravità della stessa presentato dal paziente in cura. Oggi si preferisce la glucosamina perché può risolvere ben due problemi, ovvero quello dell’assottigliamento delle articolazioni del corpo a partire da quelle delle ginocchia, delle caviglie, delle spalle, fino a quelle delle dita, dei piedi e della colonna spinale, e può risolvere anche il problema legato al dolore che l’artrosi porta con sé e che per la maggior parte dei pazienti si rivela particolarmente acuto e prolungato. La glucosamina però è una sostanza a lenta assimilazione per cui se ne vedono i risultati dopo un certo periodo.

La piastra per capelli, utile alleata per una pettinatura alla moda

Quando si tratta delle bellezza dei capelli, nessuna donna resta impassibile alla possibilità di presentarsi alle altre amiche con dei capelli impeccabilmente pettinati e perfetti, un risultato che se non si va dal proprio parrucchiere di fiducia, si può raggiungere solo con una bella passata di piastra per capelli.
Quando la salute della chioma dipende dalla piastra per capelli
Si può mai andare ogni settimana dal proprio parrucchiere di fiducia per avere capelli sempre impeccabili e perfetti? Per alcune donne la risposta al quesito potrebbe essere affermativa,, ma per la maggior parte delle donne impegnato tra lavoro e figli, si tratta di un desiderio che in futuro lontano forse si avvererà ma per il presente devono arrangiarsi con gli espedienti che le diverse aziende di prodotti per la cura dei capelli offrono loro.

Proprio perché ci si deve arrangiare in qualche modo coi mezzi che si hanno a disposizione, oggi per avere un’acconciatura perfetta da poter approntare da sole a casa propria è possibile ricorrere all’uso della piastra per capelli: esistono nei negozi specializzati diversi tipi di piastra per capelli per cui bisogna capire che tipo di budget si intende spendere e quanto si tiene alla salute dei propri capelli perché ci sono piastre più professionali e piastre che si possono definire da supermercato. Probabilmente prima di poter trovare la piastra per capelli che fa al proprio caso, bisognerebbe provare sia le piastre professionali che quelle più economiche e magari decidere quale delle due soddisfa le proprie aspettative.

Si tratta indubbiamente di una scelta che dipende sia dal tipo di capelli e sia dall’uso che si farà della piastra: per esempio, se si hanno capelli difficili da trattare, la scelta dovrà vertere verso una piastra ghd di buona qualità. In questo caso perché non notare prima di tutto che tipo di piastra per capelli utilizza il proprio parrucchiere? In genere, infatti, si tratta di modelli che permettono di regolare la temperatura e che sfruttano trattamenti alla keratina o agli ioni in modo da non danneggiare il fusto del capello e da riuscire a essere applicate dalla radice alle punte. Diversamente, i modelli più economici sono essenziali: non permettono di regolare la temperatura che è unica, si riscontrano spesso problemi nel farle scorrere dalle radici alle punte, e per questo non bisogna abusarne e passarle sui capelli troppo spesso, dato che per il resto potrebbero anche andare bene se non si hanno capelli troppo crespi o troppo ricci, ma naturalmente lisci o un po’ mossi: le piastre capelli economiche infatti, permettono di arrangiare una piega veloce adatta a ogni occasione.

Tormalina, ceramica o titanio: ecco le nuove tendenze

Tra le piastre più popolari e gettonate dalle consumatrici che non vogliono rinunciare alla bellezza naturale del capello ma piuttosto contribuire a essa, è possibile scegliere tra le piastre in ceramica, quelle in tormalina e le piastre in titanio. La piastra per capelli in ceramica è una delle ultime tendenze e sembrerebbe che la ceramica operi miracoli sui capelli perché è di fatto un materiale molto delicato che riesce a distribuire in modo uniforme il calore sprigionato dalla piastra. Oggi poi molte sono le piastre che oltre alla ceramica propongono il trattamento agli ioni, che serve principalmente per eliminare l’effetto elettrostatico che si può riscontrare dopo l’applicazione della piastra e, quindi, aiutano a rendere i capelli più ordinati. Un altro trattamento di tendenza è quello alla keratina, che tende più che altro a rinforzare il capello e a renderlo più luminoso e l’effetto finale è quello di capelli naturalmente lisci e setosi. Le piastre in tormalina e in titanio permettono di distribuire il calore il più uniformemente possibile senza pregiudicare la salute del capello.

Quando la sicurezza si chiama Telecamere IP

Con quello che si sente in giro sui ladri d’appartamento, ormai tutti quelli che pensano di rischiare un furto in casa sono muniti di apposito sistema di videosorveglianza e hanno dotato casa propria di telecamere IP. La sicurezza propria e dei propri cari è importante vediamo quindi, cosa sono e come possono garantire tale sicurezza le telecamere IP. Quando si tratta di proteggere se stessi e i propri familiari da malintenzionati, le precauzioni non sono mai troppe e anche dotare la propria casa di un sistema di sicurezza garantisce di poter dormire sonni tranquilli, che lo diventano ancora di più se il sistema di sicurezza è dotato di telecamere IP. Non tutti conoscono questo tipo di telecamere che vengono oggi usate per assicurare maggiore protezione domestica contro eventuali ladri d’appartamento che dovessero prendere di mira la propria abitazione.

In pratica si tratta di vere e proprio mini telecamere da poter posizionare in casa, sia per monitorare l’interno che l’esterno dell’abitazione, e che permettono di ottenere le riprese tramite internet. Si tratta di dispositivi che è possibile installare anche da soli senza per forza rivolgersi a dei professionisti della sicurezza, e che anche se permettono di ricevere l’immagine via internet o via mobile, non devono essere collegate al computer. Dotando casa o l’ufficio di questi particolari dispositivi, è sufficiente avere con sé il computer o uno smartphone o un tablet per collegarsi direttamente con il luogo in cui sono state installate le telecamere e ricevere l’immagine dal vivo di quel che accade, o non accade, in diretta sul posto.

E’ di sicuro un modo immediato di avere casa propria sotto controllo e il fatto di poter monitorare anche con un semplice smartphone rende la questione sicurezza ancora più pratica e facile da gestire. Probabilmente ciò che all’inizio può sembrare più difficile da gestire è proprio la scelta delle telecamere stesse, dato che ormai si trovano sul mercato diversi modelli che riescono a soddisfare pienamente sia il consumatore che ha a disposizione poco budget ma che ci tiene alla sicurezza di casa, e sia chi si può permettere di spendere e magari dotare anche gli spazi esterni di telecamere ip. La praticità dell’installazione infatti, non scoraggia affatto dall’acquisto e per questo magari è preferibile capire prima di che tipo di telecamere ip munire casa: per scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze è necessario saper distinguere questi apparecchi secondo le caratteristiche tecniche che li contraddistinguono.

Come scegliere le telecamere ip

Per esempio, una delle caratteristiche da notare è la tipologia di collegamento di cui hanno bisogno queste telecamere di sorveglianza per poter funzionare. Di solito, le telecamere ip vanno sistemate in corrispondenza o nelle vicinanze di una presa elettrica e, come detto, non c’è bisogno di collegarle al computer perché sfruttano la rete wireless già presente in casa, però ci sono anche dei modelli che, al contrario, hanno bisogno di essere collegate almeno al router per poter accedere a internet. Ecco perché è preferibile arrivare preparati in negozio: se si decide per le telecamere con collegamento al router, si dovrà sapere anche che la scelta migliore è per quelle che supportano un collegamento ‘power over Ethernet’, che permette di sfruttare lo stesso cavo che si usa per il collegamento internet anche per l’alimentazione.

Olio di Argan: le qualità e le proprietà benefiche

Riscoperto solo negli ultimi anni e usato soprattutto nel settore cosmetico ed estetico, l’olio di argan si è rivelato un vero toccasana per il corpo umano fin da tempi antichi e oggi finalmente si possono sfruttare appieno le sue proprietà benefiche: vediamo come si usa e quali sono le qualità del famigerato olio di argan. Fin dall’antichità era noto e usato: l’olio di Argan oggi rappresenta un toccasana per la salute del nostro organismo e la qualità maggiore è quella di poter operare per il benessere del corpo umano sia dall’interno che dall’esterno: questo olio infatti, è ricco di principi attivi tanto da essere l’alleato ideale per aumentare la bellezza naturale del corpo, inoltre, l’olio di argan consente di mantenersi giovani e in forma più a lungo e a permette ciò sono proprio i principi nutritivi contenuti in questo speciale olio a renderlo prezioso per il nostro fisico.

Infatti, non tuti sanno che l’olio di Argan tanto prezioso nell’antichità quanto oggigiorno tanto da essere considerato a ragione un rimedio perfetto nonché naturale per rimanere sempre in forma e per la cura e la bellezza di pelle, unghie, capelli, viso e corpo. L’olio di Argan, infatti, si presta a diversi utilizzi: da una parte è uno dei maggiori garanti della salute e del benessere del corpo ed è considerato una vera e propria panacea contro ogni male. L’olio di argan contiene quei famosi acidi grassi essenziali meglio conosciuti come Omega 6 che concorrono allo svolgimento di diverse funzioni essenziali del nostro organismo, per non parlare di quanto sia altrettanto ricco di vitamina E, ovvero una naturale e preziosa fonte di nutrienti nonché usata quale efficace ed efficiente trattamento anti-age utile per rallentare l’invecchiamento cellulare di viso e corpo.

Non per niente oggi olio argan per capelli è uno delle componenti principali e più usate nella produzione di creme e gel rassodanti e tonificanti per il corpo, ma ormai le sue riconosciute qualità benefiche vengono sfruttate anche negli integratori alimentari. L’olio di argan oggi in campo estetico è popolare soprattutto per i vantaggi dermatologici, dato che viene subito assorbito dalla pelle e ha il vantaggio di non lasciarla unta e lucida come accade spesso con altri prodotti cosmetici: gli effetti dell’olio di argan invece, si notano subito dopo la prima applicazione perché ha il pregio di lasciare la pelle di viso e corpo particolarmente morbida e vellutata.

I benefici effetti dell’olio di argan

Per la sua efficace azione sulla pelle, l’olio si è rivelato fin da subito efficace contro l’invecchiamento della pelle, inoltre contribuisce in modo valido anche contro l’insorgenza dei radicali liberi, che a oggi sono tra le principali cause dell’invecchiamento cutaneo e della presenza delle prime rughe. L’olio di Argan, inoltre, riesce a tonificare non solo la pelle ma anche le unghie riuscendo nell’importante azione di combattere la fragilità delle stesse impedendo ad alcuni batteri di prender piede quando le unghie sono più fragili. Per le unghie l’olio svolge una funzione rinforzante e le rende più sane e dall’aspetto decisamente più forte. Viste tutte queste qualità, è logico iniziare a utilizzare l’olio di argan per poter sconfiggere i diversi problemi della cute.

Pianeta Terra: quando tre strati non bastano

Forse non tutti sanno che solo recentemente i ricercatori hanno dichiarato di aver scoperto un altro strato della crosta terrestre finora sconosciuto e di cui si ignorava l’esistenza. Da quanti strati è formato il manto della nostra Terra lo scopriremo nelle prossime righe.

Cosa si nasconde sotto il mantello terrestre?

Sembra proprio che ci si debba ricredere sul numero di strati della crosta terrestre: nel mantello inferiore si troverebbe un altro strato in più rispetto a quelli finora conosciuti caratterizzato da un altissimo livello di viscosità. Vediamo come si è giunti a tale rivoluzionaria scoperta. Che il nostro pianeta Terra fosse formato da crosta, mantello, nucleo esterno e interno era cosa buona e giusta e soprattutto nota da sempre: nei libri scolastici e a lezione nelle università di tutto il mondo quando si tratta di geografia astronomica si usava imparare finora che quattro fossero le parti importanti in cui suddividere ‘anatomicamente’ il pianeta, ma oggi non è più così.

Strano ma vero uno strato della crosta terrestre finora è stato ignorato dai geologi e si tratta anche di uno strato piuttosto duro che si trova verso la metà del mantello. Ad aver effettuato questa incredibile scoperta sono stati due ricercatori della Utah University che hanno spiegato come il nostro pianeta si possa tranquillamente paragonare a una cipolla, per cui è formato da molti strati che vengono definiti a seconda dei minerali che vi sono presenti: lo strato scoperto dai due geologi non è definito dai minerali ma piuttosto dalla loro forza.

Nascita di una scoperta

Questa scoperta ha avuto il suo incipit dallo studio del movimento delle placche tettoniche: si è visto come tale movimento ristagni senza alcuna causa apparente a una profondità di 930 miglia. Per comprendere le cause di tale blocco, i due ricercatori hanno pensato bene di ricostruire in laboratorio un modello in scala dell’interno della Terra per cui hanno usato le rocce che formano il mantello e le hanno messe sotto pressione: applicando ai minerali di cui sono formate le rocce, ovvero magnesiowustite e bridgmanite, la stessa pressione presente all’interno del mantello inferiore, il risultato è stato quello di constatare come la viscosità delle rocce crescesse in modo incredibile, arrivando a essere circa trecento volte maggiore rispetto a quella presente all’interno del mantello superiore.

In questo modo, i due ricercatori dell’Università dello Utah hanno ottenuto un risultato che potrebbe spiegare proprio la causa del ristagno del movimento delle placche tettoniche. I ricercatori hanno quindi studiato le caratteristiche di questo strato sotto il quale il mantello inferiore risulta essere meno duro, e gli atomi dei minerali si muovono con più facilità: si suppone che la funzione di questo nuovo strato sia quella di contenere il calore del nucleo che quindi, risulterebbe essere decisamente maggiore rispetto a ciò che si crede. Questo strato in più però, spiegherebbe anche la nascita di molti terremoti profondi e delle differenti tipologie di magma dei vulcani sottomarini.

Come arredare un Open space?

L’open space sta diventando una tipologia di appartamento molto usata anche da noi: la concezione di uno “spazio aperto” è interessante da applicare in casa, però non è molto semplice arredare un open space se si è abituati a porte e muri.

Lo spazio aperto che va di moda

Naturalmente il concetto stesso dell’idea dell’open space è quello di vivere in uno spazio libero da ogni elemento divisore che rappresenti un ostacolo nella condivisione degli spazi: in un open space la presenza di una parete non permetterebbe la realizzazione fisica di un’apertura dello spazio. Ecco perché quando si parla di open space l’idea è quella di un unico grande ambiente che conferisca a chi lo vive una sensazione di ampio respiro in tutti i sensi. L’open space risulta aperto, luminoso, libero, spazioso e arioso e quando si è deciso di abitare in uno spazio del genere, bisogna saperlo anche arredare nel modo più consono.

Lo spazio aperto può essere una caratteristica di varie tipologie abitative, dal loft, all’attico fino alla mansarda, può caratterizzare un monolocale o persino un singolo ambiente, per esempio sempre più si porta adibire a open space un soggiorno o un salotto in cui, però, si uniscano cucina, sala da pranzo e living in un unico grande spazio.

Come regolarsi senza divisioni?

L’open space può rappresentare un bel vantaggio perché si riescono a sfruttare tutte le zone e i vari elementi portanti della casa diventano vere e proprie componenti sia decorative che funzionali. In genere, un open space prevede una zona notte, con tanto di armadi e comodini, la zona giorno, con sala da pranzo, il soggiorno, l’angolo studio ed eventuale angolo palestra, e la zona cottura, ovvero la cucina. Proprio perché contiene tutte queste funzioni, chi non c’è abituato può avvertire la necessità di dividere le varie aree anche usando elementi divisori non troppo evidenti, per esempio gli stessi pavimenti possono ‘separare’ le diverse zone se rivestiti in modo diverso.

Oppure un’altra valida soluzione potrebbe essere quella di dipingere le pareti delle varie zone usando colori diversi, anche decorare le aree con quadri, poster, mosaici vari a seconda della loro funzione può rappresentare una sorta di divisore. Altrimenti, si può pensare alle porte scorrevoli a scomparsa che separano almeno l’angolo cottura dal resto della casa e che impediscono la diffusione di odori pungenti. Anche un separé può essere utile in questi casi, da usare magari per creare un po’ di privacy nella zona notte; oppure si possono usare le librerie double face per separare le zone studio e lavoro dalle altre.

Qual è la differenza tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile?

Chi intende richiedere un finanziamento sotto forma di mutuo può non essere ben edotto sui diversi tipi di mutuo che esistono oggi e che si distinguono in base a diversi fattori come il tasso d’interesse praticato che cambia a seconda dell’istituto bancario che accetta il finanziamento e la durata. Ecco perché ora faremo un po’ il punto della situazione mutui.

Quale tipo di mutuo preferire

Molti sono soprattutto oggi gli individui che, sia per problemi di famiglia o per risollevare la propria attività commerciale, decidono magari a malincuore di accendere un mutuo però non sanno che ne esistono di diversi tipi ovvero con tassi d’interesse diversi che possono cambiare da banca a banca per questo intendiamo prepararvi alle possibilità di accensione dei mutui che si praticano oggigiorno, dato che non è detto che tutti debbano per forza essere informati al riguardo. Diciamo da subito che il mutuo preferito è quello che consente il tasso variabile tanto che a oggi resta uno dei finanziamenti più diffusi, ma cosa comporta il tasso variabile?

In pratica il tasso d’interesse che si traduce nella rata mensile da versare alla banca in questione, non avrà ogni mese lo stesso importo ma uno diverso e che è strettamente legato all’Euribor, che decreta il costo medio del denaro e che si aggira suppergiù tra il 2 e l’8%. Possiamo affermare che la scelta di un tale tipo di finanziamento è in genere, risultata più comoda rispetto ad altri mutui proprio perché permette maggiore elasticità della rata, per cui se si presta attenzione alla crescita o decrescita dei tassi europei, è possibile realmente essere favoriti da questo finanziamento, altrimenti è preferibile stipulare un finanziamento a tasso variabile solo se si può sfruttare un certo reddito. Se si sceglie il finanziamento con tasso fisso, la canzone cambia: in questo caso, l’importo del tasso fisso equivale viene calcolato al momento della stipula, e resterà tale fino alla fine del finanziamento.

Imbarazzo della scelta?

Rispetto al tasso variabile, il finanziamento a tasso fisso permette un attimino di programmare le spese e le uscite, e quindi di comprendere nel bilancio di famiglia le stesse rate del mutuo, però si tratta anche di un mutuo che può risultare poco conveniente se i tassi europei calano, inoltre, è poco consigliato se si scopre a un certo punto di poter estinguere il prestito prima rispetto alla conclusione del mutuo stesso. C’è poi un altro tipo di finanziamento che mischia i due già visti e si tratta del mutuo con tasso misto, che si presenta come una sorta di via di compromesso tra i due tipi di finanziamenti in quanto il tasso misto prevede per i primi anni l’applicazione di un tasso fisso, che ovviamente si concorderà sempre col responsabile dell’istituto di credito, cui poi si sostituisce un tasso variabile che sarà concordato con il mutuato.

In questo caso, il fisso subisce dei cambiamenti a seconda degli anni di finanziamento calcolati, inutile dire che anche la quota di ogni rata cambia una volta che si passa da fisso a variabile. Rispetto agli altri due finanziamenti, questo a tasso misto viene preferito nel momento in cui si ha la certezza di poter migliorare la propria situazione economica nel giro di poco tempo rispetto a quando si apre il mutuo e la banca, prima di stipulare il contratto di mutuo o di accettare il finanziamento, soppeserà la situazione lavorativa del richiedente, il contratto di lavoro e la sua posizione economica: in base a tali fattori l’istituto bancario può calcolare l’ammontare della somma mensile del mutuo.

Quando la vitamina C fa bene

I medici lo dicono da subito: una buona alimentazione aiuta il feto a crescere e svilupparsi bene, per cui durante la gravidanza, la mamma deve porre attenzione a nutrirsi e nutrire il bambino dentro di sé apportando tutti i nutrienti di cui necessita, altrimenti il feto può dover affrontare carenze nutritive e la mamma stare male. Per prevenire piuttosto che curare, la prima cosa da verificare è l’apporto di vitaminica C, la cui assenza nel sangue della mamma può incidere negativamente sul bambino.

Quanta vitamina C assumere

Il bambino ha bisogno di crescere senza problemi almeno quando la responsabilità del suo sviluppo è tutta nelle mani della mamma, per questo in gravidanza durante quei fatidici nove mesi la gestante deve essere rigida con se stessa e prestare attenzione a ciò che mangia, se non per se stessa almeno per il proprio feto. condurre un corretto regime alimentare non vuol dire stare a dieta anche in gravidanza, ma significa riuscire ad apportare una corretta e giusta dose di nutrienti al bambino: se il feto dovesse incorrere in un deficit di elementi nutritivi il suo sviluppo potrebbe essere compromesso e addirittura si potrebbe verificare un rallentamento o altrimenti, cosa ben peggiore, l’insorgere di malformazioni congenite di cui l’infante soffrirà ancora di più alla nascita.

Per questo i nove mesi di gestazioni sono a carico di una mamma che deve essere severa e autoritaria con se stessa e prefissarsi un regime alimentare ricco di minerali e vitamine nelle giuste quantità e di tutti quei nutrienti altamente indispensabili per lo sviluppo del bambino. i medici raccomandano tra tutti, di stare attenti all’assunzione di vitamina C, perché? Prima di tutto perché una sua mancanza comporta gravi danni alla crescita del bambino già da quando è feto compromettendone la crescita.

Cosa comporta la carenza di vitamina C nel feto

Il deficit di vitamina C si verifica in tutti quei casi in cui si incorre in un ritardo, anche leggero, nella formazione di una parte del cervello del feto: si tratta di tutta quell’area del sistema nervoso che riguarda l’ippocampo, ovvero la zona del cervello relativa alla memoria. Se ci pensate non è poco il danno che ne verrebbe al bambino, che potrebbe dimostrare una volta cresciuto ritardi rispetto ai coetanei, incolmabili, per cui non costa niente durante la gestazione avere un attimino un’attenzione maggiore sull’apporto di vitamina C così da permettere una completa e soprattutto sana formazione dell’ippocampo.

Inutile dire che per meglio assimilare nel proprio organismo vitamina C bisogna farsi prima un giretto da un valido nutrizionista che saprà indicare tutte le possibili maniere in cui apportare il giusto quantitativo di vitamina C durante la giornata, insomma saprà fissare il giusto livello di razione giornaliera. Come tutti sanno, questa vitamina è contenuta in tutti gli ortaggi di colore arancione, negli agrumi come arance e mandarini, ma anche in altri tipi di frutta e verdura e se proprio non si riesce, nonostante il regime alimentare creato ad hoc, ad assimilare la dose quotidiana per intero, c’è sempre la possibilità di ricorrere agli integratori alimentari che si possono rivelare dei validi alleati soprattutto nel caso in cui la carenza si faccia sentire particolarmente. Naturalmente gli integratori non vanno presi se non sotto consiglio medico, anche perché sarà il nutrizionista a indicare alla paziente quali integratori assumere dato che non sono tutti uguali e non sono tutti adatti alle donne in dolce attesa, poiché alcuni presentano delle sostanze che le gestanti non dovrebbero assumere.

Quando è meglio acquistare smartphone in Italia

Incredibile a dirsi ma oggi se si desidera trovare un cellulare a un prezzo ammissibile non è per forza necessario guardare oltre oceano: molto spesso le occasioni migliori quanto ad acquisti mobile capitano più in Italia che all’estero.

Perché conviene fare shopping in Italia

Almeno ogni mese ce n’è sempre uno nuovo di smartphone che viene lanciato sul mercato per cui si ha sempre più l’imbarazzo della scelta su quale modello quale marca e quali accessori preferire per il proprio smartphone. Vero è che molto più spesso di quanto si creda i prezzi annunciati dai brand più quotati non si possono proprio definire abbordabili e non sono adatti a tutti: per esempio un Galaxy S Edge parte da una base di 890 euro il che è davvero tanto per chi lo smartphone lo usa giusto per la chat e per fare telefonate.

Per fortuna che grazie proprio all’uscita dei nuovi modelli, i dispositivi che anche solo il giorno prima costavano un occhio della testa subiscono un abbassamento di prezzo raggiungendo quote decisamente meno proibitive. A mettere a confronto i prezzi dei diversi dispositivi mobile presenti sul mercato ci pensano appositi siti o App che hanno comparato appunto il prezzo dei 50 smartphone più richiesti nei paesi europei e si è confermata la teoria che vuole un buon smartphone non per forza da acquistare a prezzi folli.

Spese pazze ma quanto?

I diversi confronti di prezzi tra smartphone infatti, hanno evidenziato come non si debba per forza vendere un rene per permettersi l’acquisto anche di un modello mobile molto recente: il costo medio di uno smartphone particolarmente ricercato si aggira intorno ai 300 euro, inoltre l’affare o meno dipende anche dal paese in cui si intende effettuare la spesa ed è facile passare da un vero affare a una colossale fregatura. Un esempio su tutti è quello del Galaxy Note 4: volendolo acquistare in Polonia la cifra si aggira sui 670 euro, ma basta già fare un salto in Francia perché il costo di abbassi sui 500 euro: in pratica paese che vai prezzo che trovi, e la forbice in alcuni paesi per alcuni tipi di dispositivi si restringe ancora dii più.

Tra i paesi europei dove risulta più conveniente acquistare uno smartphone capeggia anche l’Italia in cui dei 50 smartphone considerati ben più della metà si trovano a un prezzo realmente competitivo rispetto a quello praticato da altri paesi europei. Dopo l’Italia, è la Francia a essere il paese più conveniente dove fare incetta di smartphone, mentre quello che va subito conteggiato nella “black list”, come paese dove è meglio non pensare nemmeno all’acquisto di un dispositivo mobile, è la Gran Bretagna dove i prezzi degli smartphone sono decisamente più alti che nel resto d’Europa. Naturalmente essere uno dei paesi in cui la spesa per uno smartphone è tra le più basse d’Europa non significa che l’Italia rappresenti il ‘paradiso’ degli smartphone, anzi gli iPhone sono noti per l’avere sempre il prezzo maggiore.