Attivazione
Il Master è attivato presso il Dipartimento in Sociologia e Comunicazione
dell’Università degli Studi di Roma «La Sapienza»
che ne cura anche la gestione amministrativa. Il Master di primo livello in
Teoria e Analisi Qualitativa è istituito ai sensi dell’art. 3,
comma 8 e 7, comma 4, del D.M. 3 novembre 1999, n.509 ed in conformità
del Regolamento d’Ateneo sull’istituzione, attivazione e gestione
dei master universitari e dei corsi di alta formazione.
Il Master è un corso annuale, corrisponde a 1500 ore di cui 300 ore
di lezioni frontali e 450 ore di stage e 750 tra seminari e studio individuale,
pari a 60 crediti formativi (CFU) e si rivolge a laureati che posseggono una
laurea triennale in qualsiasi disciplina, ivi comprese le lauree conseguite
in stati europei ed extraeuropei, e ritenute idonee dal Consiglio di Facoltà.
Il numero dei partecipanti è fissato in un minimo di 12 e in un massimo
di 30. Le lezioni si terranno presso la sede dell’ANED, Via Palestro
3, e presso il Museo della Liberazione, Via Tasso 145, e in altre sede ritenute
opportune.
Presentazione del Master
Nelle organizzazioni, oggi, si cerca sempre più di valorizzare le
risorse umane e di privilegiare i rapporti con il cliente. Uno dei problemi
del management aziendale rispetto a questo obiettivo è, spesso, quello
di non essere in grado di capire ed interpretare in modo adeguato le esigenze
e le aspettative delle persone con cui interagisce. Si può dire anzi
che potrebbe essere proprio l’insicurezza nell’interazione che
una gestione di tipo partecipativo richiede a far preferire metodi più
tradizionali, meno coinvolgenti, ma anche meno efficaci. Per questo motivo
appare sempre più utile saper utilizzare metodologie e tecniche qualitative
che riescano a supportare e facilitare i rapporti di interazione a tutti
i livelli.
A questo primo, ma fondamentale ambito di applicazione, anche in termini
di nuove professionalità, se ne aggiungono diversi altri. Oggi, ad
esempio, si avverte sempre più spesso il bisogno di riflettere sulle
esperienze individuali e di gruppo, sui tempi che stiamo attraversando e
sull’apporto dei singoli all’evolversi delle vicende storico-sociali.
È importante concentrarci proprio sul moltiplicarsi fisico e virtuale
dei luoghi e dei modi di formazione, sedimentazione e conservazione della
memoria. Questi aspetti investono, ad esempio, in maniera decisiva la disciplina
archivistica e il suo ruolo di mediazione tra le fonti e gli utenti ed impongono
a tutti uno sforzo importante per ridefinire o meglio definire i principi
e i metodi.
Viviamo, infatti, in un’epoca di comunicazione di massa, di accelerazione
dei tempi di vita. Eppure mai come ai nostri giorni si moltiplicano i luoghi
della memoria: una memoria sociale ma costruita su memorie individuali.
Basti pensare al moltiplicarsi dei Musei dell’emigrante, o ancora
all’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano (iniziativa che riguarda
diari inediti provenienti da vari luoghi e da persone appartenenti a diversi
strati sociali) che, negli anni, ha consolidato un proprio notevole patrimonio,
fornendo anche spunti e materiali per interessanti iniziative cinematografiche
(un nome per tutti a tale riguardo è quello di Nanni Moretti).
Inoltre, sempre più ci si imbatte in case editrici che danno spazio
all’approccio biografico, in relazione a vari aspetti del sociale:
dalle memorie storiche (soprattutto con riguardo alla seconda guerra mondiale
e alla Shoà) alle migrazioni che hanno caratterizzato il XIX e il
XX secolo con particolare attenzione agli accadimenti e alle ripercussioni
che hanno avuto sui singoli fino alle interrelazioni tra poche persone,
sia illustri che meno conosciute (secoli di grandi migrazioni italiane all’estero,
tra l’altro dalla seconda metà del XX secolo, immigrazione
da vari luoghi di origine verso l’Occidente e quindi anche verso l’Italia).
Sono sorti altresì premi letterari legati alla scrittura di lettere,
di autobiografie, di memorie.
Il cinema e la televisione hanno dato sempre più spazio (anche se
non sempre e non necessariamente con prodotti di alto livello) all’espressione
di vissuti individuali, di conflitti interpersonali, di problemi di rapporti
inter e intra familiari.
Complessivamente, quindi, un’ampia esigenza di riflessione, di rilettura
della vita quotidiana e dell’approccio qualitativo, latamente inteso:
dalle lettere e dai carteggi alle interviste in profondità, dall’utilizzo
di storie di vita a quello di materiale autobiografico (v. anche fotografie,
videocassette, filmati ecc.), fino al ricorso a metodologie qualitative
in ricerche su tematiche più generali, ivi compreso il mondo del
lavoro e delle relazioni umane: il focus group in questo senso è
un esempio calzante.
I sociologi, da tempo, analizzano a livello nazionale e internazionale,
queste esigenze e vi hanno fatto fronte anche aprendo uno specifico Comitato:
Biography and Society, all’interno della ISA, la International Sociological
Association. I processi storici sono studiati, negli ultimi decenni, dando
spazio alle memorie individuali, alla storia orale, alla storia sociale
basata sulle storie di vita.
I presupposti
È inevitabile che un corso universitario, che intenda approfondire
queste tematiche, debba interrogarsi su alcuni presupposti teorici: di qui
l’opportunità di alcuni corsi di base che esplorino i quadri
teorico-concettuali, prima ancora di passare allo studio e alla pratica
metodologica delle specifiche teorie e tecniche.
I corsi seguiranno, pertanto, quest’impostazione: da una prima fase
di studio di concetti e teorie si passerà poi all’approfondimento
e alla sperimentazione di specifiche tecniche di ricerca.
Finalità
Il Master intende far fronte alle avvertite esigenze di utilizzo e affinamento
di metodologie qualitative, tipiche dei nostri tempi, per:
1) formare persone che si interroghino suoi presupposti teorici del ricorso
a metodologie qualitative e studi in profondità, privilegiando l’approccio
biografico e autobiografico.
2) Fornire strumenti utili per individuare, selezionare, raccogliere, sistematizzare
e analizzare e, quindi, interpretare i materiali atti a indagini in profondità,
formando nuove professionalità in relazione a:
2a. Relazioni umane e mondo del lavoro
2b processi comunicativi
2c processi interculturali
2d archivistica
2e studio dei processi storico-sociali
3) Inoltre, il Master intende incoraggiare coloro che sono interessati all’organizzazione
dei propri ricordi biografici (e anche familiari) e alla loro riproposizione
in forma scritta e/o audiovisiva (filmati, fotografie, diapositive, cortometraggi
ecc.).
DESTINATARI
Il Master si rivolge a persone in possesso di una qualsiasi laurea o diploma
universitario triennale che intendano approfondire le tematiche relative
all’approccio qualitativo nelle scienze sociali. In particolare quindi
il Master è pensato per:
1) quanti si pongano il problema di come affrontare la tematica delle human
resources all’interno di aziende pubbliche o private, in vista di
una possibile, futura carriera anche a livello dirigenziale;
2) coloro che intendono muoversi con particolari competenze nei settori
dell’informazione (scrittura, video, media in genere), privilegiando
l’attenzione sul qualitativo e sul biografico.
3) studiosi, in particolare di scienze sociali, che intendono utilizzare
nelle proprie ricerche e nei propri scritti metodologie qualitative;
4) coloro che intendono avviare una riflessione sulla propria identità
e appartenenza, e sui mezzi per rendere comunicabile agli altri il proprio
percorso individuale.
5) Si rivolge altresì ad assistenti sociali che posseggano i requisiti
di accesso necessari, offrendo loro una formazione specifica con riguardo
alle tecniche dell’ascolto e dell’attivazione della memoria
e per la ricostruzione di percorsi individuali e sociali.
Sito web:
http://www.metodologiaqualitativa.it
Bando per l'A.A. 2004/2005